metto via la biancheria piegata da Marco.
cassetto dei vestiti sportivi. vedo la giacchetta antivento e i pantaloni da corsa. tunf. colpo sordo nello stomaco.
è davvero "solo per adesso"? è davvero una rinuncia temporanea a cose secondarie in vista di un fine nobile qual è il mettere al mondo un figlio o è solo l'inizio di una lunga serie di cose cui ripenserò tra sospiri e malinconia mentre cambierò pannolini?
la corsa, l'università, le lunghe coccole con Marco, la palestra, le torte, le feste dei pompieri, le scarpe rosse tacco 12...i richiami dai vigili del fuoco!
come fanno le altre persone?
come hanno fatto?
vedo donne ricche che portano a spasso la prole, ma ho come l'idea che poi -tra babysitter, asilo nido e baby parking- non facciano davvero le mamme, rimanendo però donne. vestono bene, sono truccate e pettinate, usano i tacchi. quando le incrocio per strada penso che sia possibile anche una declinazione femminile dopo il parto.
e poi vedo donne povere o quasi che si prodigano per i propri figli, ma rinunciano a se stesse, nel complicato incastro tra lavoro e casa. mamme, non donne. tuta, capelli sporchi in code spettinate, scarpe da ginnastica. dedicano tutto il tempo e l'energia agli altri e ad altro. generose e altruiste. ma quanto si può tirare avanti trascurando se stesse?
io dovrei...vorrei apparire come le prime ed essere efficiente come le seconde.
impossibile, mi sa.
rileggerò questo post di qui a un anno e allora sì che potrò tirare le somme tra dove sarei voluta essere e dove realmente sarò.
mi spaventa l'idea di dimenticarmi di me, non so se sono pronta. alla fine sono di nuovo me da poco, da qualche anno...e stavo iniziando a piacermi.
so che amerò il nostro bambino, tuttavia non voglio vivere solo per lui e non voglio vedere il mondo solo attraverso i suoi occhi. e ci sarà sempre Marco, non voglio trascurarlo.
tanti buoni propositi, neanche fosse capodanno.
non sei neppure nato, Minuscolo, e già mi fascio la testa. mamma mia, che mamma ipocondriaca.
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